Nella diarrea acuta del cane, quella lieve e quella moderata, l'antibiotico non è raccomandato — e non è una sfumatura. Le linee guida europee ENOVAT del 2024 lo scrivono quattro volte, sempre con la stessa formula: «strong recommendation, high-certainty evidence», con il 100% di accordo del panel. È il livello massimo di forza che una linea guida può usare.

Il che rende quasi tutto quello che si cerca su questa domanda — il farmaco, la pastiglia, il rimedio che blocca — la parte sbagliata del problema. Quella giusta è un'altra, e sta tutta in una domanda: quanto sta male il cane, al di là della cacca.

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Prima di tutto: quando non si aspetta

Questa lista viene prima di ogni ragionamento, perché è l'unica parte in cui il tempo conta.

  • Il cane è abbattuto, non si alza, non risponde come al solito. È il segnale che pesa più di tutti gli altri messi insieme.
  • Vomita e non riesce a tenere giù nemmeno l'acqua. Da lì la disidratazione corre.
  • C'è sangue — rosso vivo, oppure feci nere e catramose.
  • È un cucciolo, ed è un caso a parte: ne parliamo nella guida dedicata alla diarrea del cucciolo.
  • È un cane anziano o con una malattia cronica già nota. Le riserve sono meno.
  • Dura da più di due giorni pieni, oppure peggiora invece di attenuarsi.
  • Potrebbe aver ingerito qualcosa: un oggetto, una pianta, un farmaco, un alimento tossico. Qui non si osserva: si telefona.
  • Ha la pancia gonfia o dolente al tatto, o prova a defecare senza risultato.

Fuori da questa lista c'è il caso più comune di tutti: un cane adulto, vispo, che mangia e beve, con le feci molli da un giorno. È quello di cui parla il resto dell'articolo.

Perché l'antibiotico non è la risposta

Le quattro raccomandazioni forti di ENOVAT coprono, una per una: diarrea non emorragica lieve, diarrea emorragica lieve, diarrea non emorragica moderata, diarrea emorragica moderata. In tutte e quattro la formula è la stessa — «we recommend against treatment with antimicrobials». Anche quando c'è sangue, quindi, e anche quando il cane è disidratato: quello che serve lì sono i liquidi, non un antibiotico.

L'antibiotico è soltanto suggerito, e con evidenza dichiarata bassa, in un caso solo: la malattia severa, cioè il cane che resta compromesso nonostante la fluidoterapia. Più l'eccezione scritta nelle note: valori di laboratorio da infiammazione grave, che si vedono con un prelievo e non a occhio.

I numeri dietro la raccomandazione

La revisione sistematica che regge le linee guida ha messo insieme 6 studi per 232 cani. Il risultato: l'antibiotico accorcia la diarrea di 0,28 giorni. Sette ore, su un episodio che si risolve da solo in tre o quattro giorni.

Va detto anche il contrario, perché esiste. Uno studio randomizzato in doppio cieco del 2020, pubblicato sul Journal of Veterinary Internal Medicine, ha trovato che con il metronidazolo la diarrea si risolveva in 2,1 giorni contro 3,6: un giorno e mezzo di differenza, statisticamente significativa. Sono 31 cani in tutto, contro i 232 della revisione — ed è normale che un singolo studio piccolo dia un numero più generoso della media di tutti.

Il punto è che nemmeno quello studio conclude «datelo». Sono i suoi stessi autori a scrivere che il metronidazolo «stravolge il microbioma intestinale dei cani normali, e alcuni di questi cambiamenti persistono per un tempo indefinito». Il panel ENOVAT aggiunge che le conseguenze sulla disbiosi «can persist for months after administration».

Tradotto: si scambia un giorno di feci molli con settimane di flora intestinale scombinata. Ed è il motivo per cui un cane trattato con antibiotico per una diarrea banale finisce, non di rado, con una diarrea peggiore un mese dopo.

I farmaci umani: la parte che fa danni veri

«Diarrea cane farmaci umani» è una delle cose più cercate su questo argomento, e il farmaco che la gente ha in casa è quasi sempre la loperamide, cioè l'Imodium.

Esiste una mutazione genetica, ABCB1 (la vecchia MDR1), che rende la barriera fra sangue e cervello permeabile a certi farmaci. VCA Animal Hospitals scrive che i cani portatori «can experience neurologic effects from loperamide», perché le p-glicoproteine difettose «lasciano entrare nel cervello quantità più alte di farmaco».

La parte che rende la cosa concreta è quanto è diffusa:

  • Collie: 70%. Sette cani su dieci.
  • Pastore australiano: 50%. Long-haired whippet: 50%.
  • Silken windhound 30%, Shetland 15%, English shepherd 15%.
  • Pastore tedesco 10%, border collie 5%, bobtail 5%, e i meticci 5%.

Un meticcio su venti. E la mutazione non si vede guardando il cane: si vede con un test. Questo è il motivo per cui la scatoletta del bagno non è un'opzione, e non perché «il dosaggio è diverso».

Vale anche per gli altri: gli antibiotici avanzati da una prescrizione precedente, i fermenti lattici formulati per le persone, gli antinfiammatori. Nessuno di questi si dà di propria iniziativa.

Cosa conta davvero, in ordine

1. L'acqua, e non si toglie mai

Con la diarrea il cane perde liquidi ed elettroliti, ed è quella la cosa che lo mette in difficoltà — non il numero di volte che esce in giardino. L'acqua deve restare sempre disponibile. L'unico caso in cui si sospende è quando il cane sta già ricevendo liquidi per via sottocutanea o endovenosa, e in quel caso lo decide il veterinario.

Un cane che beve molto ma continua a perdere può aver bisogno di un integratore reidratante con elettroliti, che è un'altra cosa rispetto all'acqua da sola. Se il cane è visibilmente disidratato — gengive appiccicose, pelle che resta sollevata quando la si pizzica — non si prova a casa: si va.

2. Il digiuno breve, non quello lungo

Mettere a riposo l'intestino per qualche ora ha senso in un cane adulto che sta bene per il resto. Portarlo avanti per giorni no: il digiuno prolungato assottiglia la mucosa intestinale, rallenta il recupero e favorisce proprio quella disbiosi che si vorrebbe evitare. La direzione degli ultimi anni, in medicina veterinaria come in quella umana, è tornare a nutrire presto.

Nel cucciolo il digiuno non si fa affatto, e lì la differenza non è di sfumatura.

3. La dieta, che è la vera terapia

La gestione alimentare è quello che nella diarrea acuta semplice fa il lavoro. Il principio è: poco grasso, molto digeribile, porzioni piccole e frequenti invece di un pasto grosso.

Le diete veterinarie gastrointestinali esistono per questo, e sono formulate per un intestino infiammato invece di essere una razione normale data in quantità minore:

Sono alimenti dietetici: si usano per un periodo definito e poi si torna alla razione abituale, facendo il cambio gradualmente, perché un cambio brusco è una delle cause di diarrea più banali e più frequenti.

Il riso e pollo di casa è l'alternativa che tutti conoscono: ne parliamo per esteso nella guida ai rimedi casalinghi, dove ogni rimedio della nonna è preso e verificato uno per uno.

4. I probiotici, detti per quello che sono

Qui serve onestà, perché è il punto in cui quasi tutti gonfiano.

Lo studio randomizzato più citato sull'argomento ha messo a confronto 60 cani in tre gruppi: probiotico, metronidazolo, placebo. Risoluzione in 3,5 giorni con il probiotico, 4,6 con il metronidazolo, 4,8 con il placebo. Il probiotico è il numero migliore dei tre, ma la differenza non raggiunge la significatività statistica — e gli autori lo scrivono chiaramente: nessuno dei due trattamenti ha ottenuto un miglioramento statisticamente significativo.

Quindi no, non c'è la prova che i fermenti lattici accorcino la diarrea. La ragione per cui restano una scelta ragionevole è diversa, e la mette per iscritto la sintesi di Veterinary Evidence che ha esaminato cinque studi randomizzati: il metronidazolo «non dovrebbe essere un trattamento di prima linea», e il probiotico ha il vantaggio di un rischio basso e di nessuna pressione sulla resistenza agli antibiotici.

Detto così, e non «riequilibra la flora»:

Esistono anche i prodotti a base di argille adsorbenti in bustina, che lavorano in modo diverso — legano liquidi nel lume intestinale invece di agire sulla flora. Sono complementari, non sostituti, e come tutto il resto non trasformano un cane che sta male in un cane che sta bene.

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Le cause, in ordine di quanto sono probabili

Nella stragrande maggioranza dei casi, un cane adulto che sta bene e ha le feci molli da un giorno ha fatto una di queste cose:

  • Ha mangiato qualcosa che non doveva, in giardino o in strada. È la causa numero uno e non ha nome scientifico.
  • Gli è stata cambiata la crocchetta di colpo. Cinque giorni di transizione la evitano.
  • Ha ricevuto avanzi, o troppo grasso in una volta.
  • È stressato: trasloco, pensione, viaggio. L'intestino del cane risponde allo stress in modo molto più diretto di quanto si creda.

Poi ci sono parassiti, virus, intolleranze alimentari, malattie di organi che con l'intestino sembrano non c'entrare. Non si distinguono guardando le feci: si distinguono con un esame, e questo è il vero motivo per cui una diarrea che non passa in due o tre giorni si porta dal veterinario invece di continuare a provare cose.

Domande frequenti

Quanto dura la diarrea in un cane?

Una diarrea acuta semplice in un cane adulto si risolve tipicamente in due o quattro giorni: nel braccio placebo dello studio su 60 cani citato sopra la media era 4,8 giorni, in quello del 2020 su 31 cani era 3,6. Oltre i due giorni pieni senza segni di miglioramento, o in qualunque momento se il cane è abbattuto, si chiama.

Posso dare l'Enterogermina al cane?

È un prodotto formulato per le persone, con un ceppo e una concentrazione scelti per l'intestino umano. Non è la stessa cosa di un probiotico veterinario, e come per tutti i prodotti umani la decisione non è di chi guarda il cane a casa. Esistono equivalenti veterinari, e costano quanto un caffè in più.

Diarrea con sangue: è sempre grave?

Non sempre, e questa è la sorpresa. Le linee guida ENOVAT trattano la forma emorragica lieve e moderata esattamente come quella senza sangue: niente antibiotico. Quello che cambia il quadro non è il sangue in sé, è come sta il cane — se è abbattuto, disidratato, o non risponde ai liquidi. Detto questo, il sangue è una buona ragione per telefonare e farsi dire cosa guardare.

Il cane ha la diarrea ma mangia e gioca: aspetto?

È il quadro più tranquillo che esista. Si tiene l'acqua sempre disponibile, si passa a pasti piccoli e leggeri, e si osserva per un giorno o due. Se compare uno dei segnali della prima lista, o se al terzo giorno siamo al punto di partenza, si chiama.

Vomito e diarrea insieme: cambia qualcosa?

Sì, perché le perdite si sommano e la strada per reidratare si chiude. Un cane che vomita e ha diarrea si disidrata molto più in fretta di uno che ha solo diarrea. Sul vomito in sé abbiamo una guida a parte, che spiega perché il colore non è una diagnosi.

Serve fare l'esame delle feci?

Per un episodio isolato in un cane adulto sano, di solito no. Diventa utile quando la diarrea torna, quando dura, quando il cane è un cucciolo, o quando in casa ci sono altri animali. Anche qui: la decisione si prende in due minuti al telefono, e non richiede una visita per sapere se serve una visita.

Questo articolo mette in fila cosa dicono le linee guida e gli studi. Non sostituisce il veterinario, che è l'unico che può visitare il cane — e l'unico che può prescrivere qualcosa.