La tosse dei canili non si misura in sintomi, si misura in giorni. L'incubazione va da 2 a 10 giorni, i segni durano «da giorni a settimane e sono lievi o moderati nella maggior parte dei cani», e le linee guida veterinarie prevedono dieci giorni di osservazione prima ancora di parlare di antibiotico.

Tutto il resto — cosa dare, quando preoccuparsi, quando si può tornare al parco — si legge da quel calendario. Ed è anche il motivo per cui questa malattia genera tanta ansia: fa un rumore terribile e chiede pazienza, che è la combinazione che nessuno sopporta.

Cos'è davvero, e perché il nome inganna

Il nome tecnico è complesso respiratorio infettivo canino, e il plurale conta: non è un microbo, è una sindrome a cui partecipano almeno una decina di agenti diversi. Le linee guida ISCAID elencano sul fronte virale adenovirus canino 2, cimurro, coronavirus respiratorio, virus influenzali canini, herpesvirus, pneumovirus e parainfluenza, e su quello batterico Bordetella bronchiseptica, Streptococcus equi subsp. zooepidemicus e i micoplasmi.

«Dei canili» è la parte fuorviante. Il contagio avviene «attraverso goccioline o portatori asintomatici» e la malattia si propaga «dove grandi numeri di cani sono alloggiati in stretta vicinanza» — ma un'area cani affollata, una fila davanti all'ambulatorio o un corso di educazione funzionano esattamente allo stesso modo. Le linee guida citano come ambienti tipici «canili, allevamenti, pensioni e case con più cani». Non serve una pensione per prenderla.

Il dato europeo che quasi nessuno riporta

Una rassegna sui patogeni del complesso respiratorio in Europa ha messo in fila quanto si trova ciascun agente nei cani malati. I numeri sono larghi perché dipendono da dove e come si campiona, ma l'ordine di grandezza dice qualcosa:

AgenteQuanto si trova in Europa
Bordetella bronchiseptica3,3% - 78,7%
Virus parainfluenzale6,5% - 67,5%
Pneumovirus canino23,4%
Coronavirus respiratoriocirca 10%
Virus influenzale canino0,0%

L'ultima riga è quella interessante. Nei campioni europei l'influenza canina non si trova. È una malattia reale negli Stati Uniti e in Asia, e gli articoli italiani che la mettono fra le cause della tosse dei canili stanno quasi sempre traducendo materiale americano senza controllare se qui esista.

Il calendario, giorno per giorno

Dal contagio ai primi colpi: 2-10 giorni

Se il cane è stato in mezzo ad altri cani lunedì e comincia a tossire giovedì, il conto torna. Questa finestra serve soprattutto a ricostruire dove l'ha presa, e quindi ad avvisare chi c'era.

La tosse: giorni o settimane

Non è una malattia da 48 ore. La rassegna europea scrive che i segni durano «da giorni a settimane» e sono lievi o moderati nella maggior parte dei cani. Una tosse che c'è ancora dopo una settimana non significa automaticamente che serva altro: significa che sta seguendo il suo decorso.

I dieci giorni delle linee guida

È il passaggio che vale l'articolo. L'ISCAID scrive che «la maggior parte dei cani con segni clinici, incluso lo scolo nasale mucopurulento, mantiene appetito e atteggiamento normali e può risolvere spontaneamente entro 10 giorni senza trattamento antimicrobico».

Dentro quella frase c'è una cosa che sorprende quasi tutti: il moccio giallo e denso, da solo, non è un motivo per l'antibiotico.

Il contagio dura più della tosse

Qui sta l'errore pratico più comune. I virus si eliminano in fretta — il coronavirus respiratorio «fino a 6 giorni», il virus influenzale «1-6 giorni» — ma Bordetella bronchiseptica si elimina dalle vie respiratorie «per un tempo variabile, a volte molti mesi».

Tradotto: il cane che ha smesso di tossire può essere ancora contagioso. È il motivo per cui le pensioni serie chiedono il vaccino a tutti invece di fidarsi dell'occhio, e il motivo per cui «adesso sta bene, lo riporto al parco» va discusso con il veterinario e non deciso sul divano.

Quando l'antibiotico serve, e quando no

La regola dell'ISCAID è scritta stretta: l'antibiotico va considerato dentro i dieci giorni solo se ci sono «febbre, letargia o inappetenza, insieme a secrezioni mucopurulente».

Insieme. Non l'uno o l'altro. Un cane che tossisce ma mangia, gioca e ti viene incontro alla porta non rientra in quel criterio. Uno che tossisce, è caldo, non tocca la ciotola e ha il naso che cola denso, sì — e va visto.

Quando è indicato, la prima scelta empirica è la doxiciclina per 7-10 giorni. E se compaiono febbre, abbattimento e respiro accelerato, il sospetto si sposta sulla polmonite: lì le stesse linee guida chiedono un approfondimento vero, radiografie comprese, non un altro tentativo per bocca.

Cosa fare a casa nei dieci giorni

  • Isolamento dagli altri cani. Niente parco, niente pensione, niente corso, e se in casa ci sono altri cani si accetta che probabilmente la prenderanno.
  • Guinzaglio sulla pettorina, non sul collare. Ogni trazione sul collo riaccende il colpo di tosse in una trachea infiammata.
  • Aria umida. Dieci minuti in bagno con la doccia calda aperta, senza mettere il cane sotto l'acqua.
  • Riposo relativo. Passeggiate tranquille sì, corse e giochi concitati no: lo sforzo scatena gli accessi.
  • Zero fumo e zero spray nell'ambiente dove dorme.
  • Segna la data di inizio. Il decimo giorno è il confine oltre il quale si torna dal veterinario anche se il cane sembra migliorato.

Quello che non si fa: aprire l'armadietto del bagno. Gli sciroppi umani per la tosse contengono decongestionanti con dosi tossiche bassissime per il cane, e i dettagli — con i numeri — stanno nella guida generale sulla tosse del cane, insieme alle altre due cause che con l'infezione non c'entrano nulla.

Il vaccino: cosa copre

Il vaccino contro la tosse dei canili non è nel nucleo di base delle vaccinazioni: si fa in funzione dello stile di vita, e le pensioni di solito lo pretendono. Copre Bordetella bronchiseptica e il virus parainfluenzale, cioè i due agenti che nella tabella qui sopra hanno le prevalenze più alte.

Ma la stessa tabella spiega perché un cane vaccinato può tossire lo stesso: pneumovirus, coronavirus respiratorio, micoplasmi e gli altri non sono nella fiala. Il vaccino abbassa il rischio e la gravità, non lo azzera, ed è onesto saperlo prima invece di sentirsi truffati dopo. I costi, listino per listino, stanno nella guida sui prezzi dei vaccini per cani.

Domande frequenti

Quanto dura la tosse dei canili?

Da giorni a settimane, con dieci giorni come finestra di osservazione di riferimento nelle linee guida. Oltre i dieci giorni, o se peggiora, si torna dal veterinario.

Il cane può contagiare le persone?

Le linee guida ISCAID trattano il quadro come una questione fra cani e non gli attribuiscono un rischio per le persone sane. Le precauzioni normali — lavarsi le mani dopo averlo maneggiato — restano buona pratica come con qualsiasi infezione respiratoria.

Quando può tornare al parco?

Non appena smette di tossire, no. Bordetella si elimina anche per mesi: il momento del rientro è una decisione da prendere con il veterinario, tenendo conto di dove va e con chi.

Un cane vaccinato può prenderla?

Sì. Il vaccino copre Bordetella e parainfluenza, non tutti gli agenti del complesso. Di solito la forma è più leggera.

Come si riconosce rispetto a un'altra tosse?

Il quadro tipico è tosse secca e forte che finisce con un conato, in un cane che per il resto sta bene, comparsa pochi giorni dopo un contatto con altri cani. Se invece la tosse suona come uno starnazzo d'oca e parte quando lo prendi in braccio, o se il cane è anziano e tossisce di notte, il discorso cambia: le tre cause della tosse stanno qui.

In due righe

Se il cane tossisce, è stato in mezzo ad altri cani nei dieci giorni prima, e per il resto mangia e gioca: si osserva, si isola, si passa alla pettorina e si segna la data. L'antibiotico entra solo se alla tosse si aggiungono febbre, abbattimento o inappetenza insieme al naso che cola denso. E il rientro in società si decide con il veterinario, non con la fine della tosse.

Questo articolo non sostituisce una visita. Le fonti citate sono linee guida per medici veterinari e letteratura scientifica: servono a capire su quali criteri si decide, non a decidere da soli.