Non esiste un sintomo che dica «leishmaniosi». È la cosa più utile da sapere prima di leggere qualsiasi elenco, compreso quello qui sotto: ogni singolo segno iniziale di questa malattia appartiene anche a dieci altre cose, alcune banali. Cercare il segno è il modo migliore per arrivare tardi.

Quello che si può fare, invece, è imparare a leggere una combinazione. E sapere quali sono i due o tre dettagli che quasi nessuno guarda, e che invece pesano.

Lo stadio iniziale, secondo chi ha scritto le linee guida

Le linee guida LeishVet — il riferimento internazionale su questa malattia — dividono la leishmaniosi canina in quattro stadi. Il primo, quello che qui interessa, è descritto in modo sorprendentemente scarno: «cani con segni clinici lievi come linfoadenomegalia periferica o dermatite papulare», e poi la riga che spiega perché è difficile prenderla presto — «di solito nessuna alterazione clinico-patologica», con «profilo renale normale».

Vale la pena rileggerla. Nello stadio iniziale gli esami del sangue possono essere normali. Non è una malattia che si annuncia con un valore fuori scala: si annuncia con due linfonodi un po' più grossi e qualche bollicina sulla pelle, cioè con niente.

Nello stadio successivo compaiono le cose che si notano davvero: «lesioni cutanee diffuse o simmetriche come dermatite esfoliativa/onicogrifosi, ulcerazioni... inappetenza, perdita di peso, febbre ed epistassi».

I segni iniziali, uno per uno

I linfonodi ingrossati

È il segno numero uno dello stadio I. Si sentono con le mani, e chiunque può imparare a farlo in trenta secondi: sotto la mandibola, davanti alle spalle, dietro le ginocchia. Un linfonodo normale è piccolo e difficile da trovare; uno reattivo si trova subito e sembra un'oliva sotto la pelle.

Da solo non significa leishmaniosi: i linfonodi si ingrossano per un'infezione dentale, per una ferita infetta, per mille cose. Ingrossati in più punti insieme, però, in un cane che non ha altre spiegazioni evidenti, è il segno che merita un prelievo.

La forfora, in un cane che non si gratta

Le lesioni della pelle sono, secondo LeishVet, «la manifestazione più frequente». La forma tipica è la dermatite esfoliativa non pruriginosa: forfora abbondante, pelo opaco, spesso a partire dalla testa e dal dorso del naso e attorno agli occhi, dove il pelo si dirada e la pelle sembra impolverata.

La parola che conta è non pruriginosa. Ed è il dettaglio che fa scartare l'ipotesi al proprietario e a volte anche al primo consulto: «non si gratta, quindi non è un problema di pelle». Nella leishmaniosi la pelle è malata e il cane non ci pensa. Se invece il cane si gratta di continuo le cause più probabili sono altre, e la dermatite da pulci viene prima di tutte.

Le unghie che crescono e non si consumano

Si chiama onicogrifosi: unghie che si allungano in modo abnorme e si incurvano. Compare in entrambi gli elenchi, quello di LeishVet e quello dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ed è il segno più vicino a una firma che questa malattia abbia.

Ed è anche quello che nessuno guarda. Le unghie del cane si notano quando fanno rumore sul pavimento, e a quel punto la lettura standard è «va dal toelettatore». Se le unghie si sono allungate in fretta, o si allungano su un cane che cammina quanto camminava prima, la domanda non è quale tronchesina comprare — è perché. Ne abbiamo scritto qui: quando le unghie lunghe sono un sintomo e non un problema estetico.

Il dimagrimento con la ciotola vuota

LeishVet elenca la «perdita di peso» fra i riscontri frequenti, e l'inappetenza compare solo nello stadio II. Il che significa che nelle fasi iniziali si può vedere la combinazione che confonde di più: il cane dimagrisce e mangia normalmente. Non è un cane che rifiuta il cibo — quello è un altro capitolo, e l'abbiamo trattato in quando il cane non mangia. È un cane che mangia la sua razione e cala lo stesso.

Il sangue dal naso

L'epistassi è nell'elenco di tutte le fonti. Non è frequentissima, ma è forte: un cane adulto che perde sangue dal naso senza aver preso una craniata è un cane da portare dal veterinario, e la leishmaniosi è una delle ipotesi che il veterinario metterà sul tavolo.

Gli occhi

L'IZSVe elenca blefarite, congiuntivite, cheratocongiuntivite, uveite ed endoftalmite. In pratica: occhi arrossati, che lacrimano, palpebre gonfie o croste sul bordo palpebrale. Una congiuntivite ha cento cause, ma una congiuntivite che non passa con la terapia sintomatica, in un cane che ha anche altro, va rimessa nel quadro generale.

La sete

Poliuria e polidipsia — beve tanto e fa tanta pipì — sono nell'elenco dei segni generici. Non sono precoci, e quando compaiono la domanda che si apre è il rene, che è dove questa malattia fa il danno che pesa sulla prognosi. Non è un segno da tenere d'occhio in casa per settimane: è un segno da portare dal veterinario.

La combinazione che vale il prelievo

Nessuna delle voci qui sopra, da sola, dice granché. Messe insieme, tre in particolare formano il quadro che nella pratica clinica fa scattare il sospetto:

SegnoCome si presentaPerché sfugge
Linfonodi ingrossatiIn più sedi insieme, palpabiliNessuno palpa i linfonodi di un cane che sta bene
Forfora senza pruritoTesta, dorso del naso, contorno occhiSi scarta perché il cane non si gratta
Cala di peso mangiandoRazione invariata, peso che scendeSi attribuisce al caldo, all'età, al cambio crocchette

Se il cane vive in una zona dove i pappataci ci sono, o ci ha passato anche solo una vacanza, questa combinazione è sufficiente per chiedere gli esami. Non serve aspettare che diventi evidente: lo stadio I ha prognosi buona, gli stadi avanzati no.

Cosa chiedere al veterinario

La leishmaniosi non si diagnostica con un esame solo. L'IZSVe indica come pacchetto di prima istanza la sierologia IFAT insieme a emocromo completo, profilo biochimico completo, esame delle urine completo ed elettroforesi delle sieroproteine, con l'eventuale citologia di linfonodo, midollo osseo o cute.

Il pezzo che spesso manca, e che invece è quello che dice se la malattia sta già lavorando, è l'esame delle urine con il rapporto proteine/creatinina: è lì che si vede il rene prima che i valori del sangue si muovano.

E un avvertimento pratico: se il cane è vaccinato, va detto prima del prelievo. L'IZSVe segnala che i cani vaccinati possono risultare positivi alla sierologia con titoli bassi, in genere non oltre 1:80 in IFAT. Chi legge il referto senza saperlo può leggerlo male in tutte e due le direzioni.

Un positivo non è un malato

Va ripetuto perché è la fonte di metà dell'angoscia su questa malattia. LeishVet: «nella leishmaniosi canina l'infezione non equivale alla malattia clinica, e ne risulta un'alta prevalenza di infezione subclinica». E l'IZSVe descrive tre esiti possibili dopo l'infezione — il cane può eliminare il parassita, può restare asintomatico anche per anni, oppure può ammalarsi.

Un titolo basso in un cane senza segni clinici e con gli esami normali non è una diagnosi: è un cane esposto, da rivedere. La decisione se e quando trattare la prende il veterinario mettendo insieme clinica, laboratorio e titolo — non un numero da solo.

Domande frequenti

Quanto tempo passa fra la puntura e i primi sintomi?

Può passare molto, e non c'è una cifra che valga per tutti i cani: le fonti descrivono un'infezione che può restare silenziosa per mesi o anni prima di dare segni, e in molti cani non ne dà mai. È il motivo per cui la data della vacanza al mare non esclude niente.

Il primo segno è sempre la pelle?

No, ma le lesioni cutanee sono la manifestazione più frequente secondo LeishVet. Nello stadio iniziale il segno più tipico sono i linfonodi ingrossati, che si sentono con le mani e non si vedono.

Un cane con leishmaniosi ha la febbre?

Può averla, ma è tutt'altro che costante: compare nell'elenco dei segni generici e nello stadio II di LeishVet. Un cane leishmaniotico spesso non ha febbre. Se vuoi misurarla davvero, qui c'è come si fa — e il naso caldo non conta.

Il cane si gratta?

Tipicamente no. La dermatite della leishmaniosi è descritta come non pruriginosa. Un cane che si gratta molto ha più probabilmente qualcos'altro, il che non esclude che possa avere anche questo.

Se il cane sta bene ma vive in zona endemica, ha senso testarlo?

L'IZSVe include fra i soggetti da monitorare tutti i cani clinicamente sani che vivono, hanno viaggiato o provengono da zone endemiche, oltre ai donatori di sangue, ai riproduttori, ai cani importati e a quelli da vaccinare. La periodicità la stabilisce il veterinario sulla situazione locale.

In due righe

Nessun sintomo iniziale della leishmaniosi è specifico, e lo stadio precoce può avere gli esami del sangue normali. Il quadro che vale il prelievo è la somma di tre cose: linfonodi ingrossati in più sedi, forfora senza prurito, peso che cala con l'appetito intatto. Come si evita tutto questo sta nell'articolo sulla leishmaniosi e su come si prende.